Volete solo senior. Chi dovrebbe formarli?
Automatizzare il lavoro dei principianti può avere senso. Dare per scontato che la competenza continui a formarsi, molto meno.
L'archivio completo. Ordinati per data, niente algoritmo, niente engagement score: solo le cose che ho avuto voglia di dire, nell'ordine in cui mi sono venute.
Automatizzare il lavoro dei principianti può avere senso. Dare per scontato che la competenza continui a formarsi, molto meno.
Una ricerca su 1.050 dirigenti dice che il 74% delle organizzazioni che usano già l'AI ne vede effetti misurabili, e che solo il 13% ha esteso i propri progetti come previsto. Provo a spiegare dove si fermano i progetti che in prova hanno già funzionato: nei dati, nei sistemi, nelle regole e nell'organizzazione che devono accoglierli. Dichiaro anche il mio interesse, perché è il mestiere dell'azienda in cui lavoro.
Lunedì l'autorità spagnola ha pubblicato la prima notifica di una violazione di dati in cui l'attacco sarebbe stato eseguito da un agente. Il fatto interessante non è che una macchina abbia bucato un'applicazione. È che sedici anni fa un ricercatore aveva calcolato quanta attenzione un attaccante di massa può permettersi di dedicare a ciascun bersaglio, e il numero era un centesimo di secondo.
Venerdì è andato online il modulo con cui i produttori europei segnalano le vulnerabilità sfruttate. Contiene un campo che chiede data e ora in cui si è venuti a conoscenza del fatto, e da lì parte un termine di ventiquattro ore. Sembra un dettaglio amministrativo. È il punto in cui l'architettura attraverso cui un'organizzazione arriva a sapere qualcosa diventa materia giuridica.
Per anni abbiamo cercato la sovranità digitale nel passaporto del fornitore, nel luogo del datacenter, nella licenza del software. Sono domande giuste che non misurano la cosa decisiva: se domani vogliamo cambiare decisione, possiamo farlo davvero, e a che prezzo. La sovranità come opzione reale, e un modo per contarla.
Un'auto ferma in corsia alle tre di notte, un report federale con tre campi neri, due morti in venticinque giorni e nessuno in grado di dire perché. La direttiva europea sulla responsabilità da prodotto è criticata da tutti come strumento risarcitorio. Fa una cosa sola, e quella cosa serve: rende illegittimo non sapere.
Perché il mercato B2B italiano desidera il pricing basato sugli outcome, ma non ha ancora costruito i dati, la governance e la fiducia necessari a praticarlo. E perché nemmeno i vendor AI più avanzati prezzano davvero i risultati: prezzano il più piccolo evento verificabile che il marketing riesce ancora a chiamare outcome.
Il 28 agosto OpenAI ha annunciato che taglierà l'accesso di Cursor ai propri modelli: una clausola contrattuale fra aziende terze, e una funzione quotidiana per migliaia di team sparisce dal loro ambiente. Nessun dato perso, nessuna API rotta. Dopo i dati e la memoria, il lock-in si sposta un'altra volta: nel comportamento che nessun export contiene.
Raccontiamo gli agenti con un lessico tecnico, tool calling, memoria, sandbox. Ma un agente non è interessante perché fa cose da solo: è interessante perché qualcuno gli ha concesso il diritto di fare cose che hanno conseguenze. E il diritto, a differenza dell'intelligenza, non si conquista. Si delega. Con tutto quello che la parola si porta dietro.
Dentro Meta le modifiche al codice crescevano del 220% e le feature arrivate agli utenti del 36%, mentre gli incidenti salivano. Non è la prova che l'AI non funzioni: è il segnale che le nostre metriche contavano una scarsità che non esiste più. La prima crisi dell'AI-native non sarà un collasso tecnologico. Sarà un dashboard pieno di numeri eccellenti.
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