Questa pagina esiste perché un sito che scrive di regolamenti europei e di scadenze non può permettersi di essere vago su come tratta i fatti. Il colophon dice cosa scrivo e perché. Qui dico come.
Cosa è questo sito, e cosa non è
Sono saggi con una tesi. Non sono notizie, non sono una rassegna stampa, non sono aggiornamenti normativi in tempo reale. Se un testo ha una data di pubblicazione di sei mesi fa, quello che dice del quadro regolatorio potrebbe essere invecchiato, e lo dico dove serve.
Quando leggo un regolamento lo leggo da chi progetta e vende software, non da giurista. È una lettura tecnica: cosa cambia nell’architettura, nel contratto, nella documentazione. Non è consulenza legale, e chi la usa come tale lo fa a proprio rischio. Per una decisione che pesa serve qualcuno che risponda con la propria firma.
Come tratto i fatti
Fonti primarie prima di tutto: il testo su EUR-Lex, la documentazione del vendor, l’annuncio ufficiale. Il commento di terzi viene dopo, e di solito lo cito solo se aggiunge qualcosa che la fonte non dice.
I saggi che fanno affermazioni verificabili (una data, una cifra, un
articolo di legge) portano un blocco sources in fondo, con i link
alle fonti che ho effettivamente aperto. Il link inline sta nella
frase in cui compare l’affermazione, non tre paragrafi dopo. Se non
trovo una fonte primaria per una cosa che voglio dire, o la scrivo
come opinione o non la scrivo.
Le pagine che riassumono un quadro regolatorio portano una dicitura “quadro verificato al” seguita da una data. Vuol dire esattamente questo: a quella data ho ricontrollato scadenze e riferimenti. Non vuol dire che il giorno dopo siano ancora validi.
Come funzionano le traduzioni
L’italiano è la fonte. Le versioni in inglese, francese e tedesco sono traduzioni editoriali: rifatte per suonare bene nella lingua di arrivo, non calchi parola per parola. Un titolo può cambiare, un periodo lungo può diventare due frasi. La tesi resta la stessa.
Il selettore di lingua e i tag hreflang dichiarano la relazione
tra le quattro versioni. Non aggiungo avvisi del tipo “tradotto
dall’italiano” nel testo: se una frase in inglese è ambigua, la
versione italiana fa fede. Alcuni saggi restano solo in italiano di
proposito, perché parlano di cose troppo locali per interessare
altrove.
Correzioni
Sbaglio. Quando l’errore è sostanziale (una scadenza, un importo, un riferimento normativo, un’attribuzione) lo correggo direttamente nel testo, non in una nota a piè di pagina che nessuno legge. La pagina mostra una data di ultima revisione aggiornata, e nel punto della correzione resta una frase che dice cosa è cambiato e quando. Un refuso o una frase brutta li sistemo in silenzio: non è un’informazione che serve a qualcuno.
Se trovi un errore, scrivimi a [email protected] con l’URL della pagina e, se puoi, la fonte che smentisce quello che ho scritto. Rispondo e, se hai ragione, correggo. Non pubblico i nomi di chi segnala, a meno che non me lo chieda.
Modelli linguistici nella scrittura
Uso modelli linguistici come strumenti di bozza e di traduzione. Servono a sbloccare una prima stesura, a far passare un testo da una lingua all’altra, a trovare la frase che non mi veniva. Quello che esce lo rileggo, lo riscrivo, spesso lo butto. Le tesi sono mie, e gli errori pure: se un saggio dice una cosa sbagliata, la responsabilità non si scarica sullo strumento.
Non uso modelli per inventare fonti. Ogni riferimento in un blocco
sources l’ho aperto io.
Crawler e uso del contenuto da parte di AI
Cosa possono fare i crawler dei modelli linguistici con questo sito
(indicizzare, citare, addestrare, riprodurre) è deciso per ognuno di
questi casi, separatamente, nel colophon, alla sezione
Modelli linguistici e crawler. Il file
robots.txt riflette le stesse decisioni.